tra le basse frequenze della comunicazione quotidiana... di Pancrazio Auteri Atelier...

mercoledì 18 luglio 2007

Augusta

COMUNICHI PER DISTINGUERTI O ASSIMILARTI?
E' questa la domanda che scrivo sui muri della nuova città in cui sono giunto.
Che le rivolgo...piano attraverso i muri solari di cui è fatta la sua identità.
Ed è ciò che mi frulla in testa ora, mentre tutto attorno a me si svolge.
Questa città si chiama Augusta... ma potrebbe chiamarsi Santa Fe' e sembrare un altra città ancora... a diecimilamiglia da qui, a centinaia di vite più a sud o a nord... ben oltre Capo Horn, al di la del Fiume Giallo... superando la Città Proibita e il Bronx...ancora più in là.
Eppure le vedi le persone che abitano senza tanta differenza i luoghi come Augusta o le altre città come Augusta... dove sono stati posti. Le vedi esistere e scambiarsi messaggi, mettere in comune esperienze, dimenticare ciò che hanno immaginato di essere... oppure battere i piedi per diventarlo. Volere partire e non stare fermi ad aspettare.
Perchè a volte queste persone usano i media per nascondere la loro personalità, quello che sono e diventare entità...masse.
Perchè a volte, queste persone, le vedi invece cercare di divenire esse stesse media e farsi unici...vita...identità.
E questo avviene sempre, ogni giorno, ovunque anche nella comunicazione interpersonale, nell'arte, nel sociale.
Sono due forti tendenze...ad Augusta come in tutte le città del mondo. Una comunicazione che non percepiamo...perchè non percepiamo il valore delle relazioni con gli altri e il senso del crearne di nuove.
E allora: comunicare per adattarsi... o adattarsi per comunicare?

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