tra le basse frequenze della comunicazione quotidiana... di Pancrazio Auteri Atelier...

mercoledì 21 gennaio 2009

The promised land...

Ho per caso incrociato un tipo scendendo dal treno che sembrava infastidito dalla fine del suo viaggio; che lento ripeteva qualcosa... a bassa voce: " ricomincerei, ripartirei, cambierei ".
Non ho chiesto e non ho cercato più di sapere altro... non mi sono girato ad osservarlo meglio. Ho continuato per la mia strada come fossi di fretta anche se non avevo appuntamenti. Ma è rimasto il suono di quelle parole . Di quel breve momento di dialogo senza interlocutore, senza inizio e senza fine... in bilico sul nulla...come ogni momento in cui si sente di voler uscire dai solchi dell'abitudine per mutare prospettiva su ciò che intorno avviene. Quando si cercano parole per dare più solidità all'arrivo degli occhi e della mente su un concetto... parole come zaini... troppo piene di desideri che annullano il bisogno di dare davvero un taglio, di cercare ancora. Come se quel treno, giunto in una stazione d'arrivo, fosse diretto dove mai avrei pensato potesse condurre la mia mente... al cuore della vita. Nella città dove ora sono ... che ho sempre desiderato vedere... che adesso annuso come una promessa del caso e del destino. Perchè percepisco dai sensi, solo da essi... ancora che Rugiada è passata da qui... prima di me, prima di quel tipo... prima di un incontro...

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