La penombra… tra la musica e un leggero profumo di incenso e vaniglia.Era questo il suo mondo quando la pioggia iniziò a ticchettare sui vetri del minuscolo appartamento in cui viveva…
Sola e silenziosa come sempre quando era da sola.
Sola come sempre quando voleva stare in compagnia di se stessa.
Sola tra una stagione e l’altra, tra la sera e la notte, al termine di un’altra convulsa giornata di lavoro in giro per uffici e appuntamenti.
Fra uomini unti e bisunti di potere; creature glaciali che sentiva come parte di un mondo a lei esterno.
Che inevitabilmente associava al grigio e al tanfo delle loro sigarette e alla burocrazia…a una sorta di polvere fine e insidiosa come cenere fra le centinaia di faldoni e pratiche inevase e tastiere di computer sporche delle dita di quei funzionari.
Ma finalmente - adesso - Rugiada era sola con se stessa…
Con la penombra che avvolgeva la sua camera da letto e quella musica intrisa di un leggero profumo di incenso e vaniglia…
Perché lei a quel suo strano nome… non si sarebbe mai abituata del tutto anche se lo sentiva aderire bene sulla sua pelle chiara e nella sua generosa anima… più profonda, fra le sue sensazioni …
Perché ogni cosa e prima di tutto quel suo nome, in simili condizioni rarefatte, le apparivano come l’unica identità possibile e viva ai margini di quella apparente esistenza educata e discreta.
Con quel tempo che, tra le luci soffuse e appena velate di un quasi arancione, sembrava ora il fluire incerto di qualcosa che trascorreva lento e inafferrabile…fra sè e sè.
Rugiada …perchè era nuovamente inverno quella sera…
E quel suono, quella sua vita, adesso non le bastava più.
Quanto tempo era passato ?
Che ore erano; stava davvero piovendo o aveva smesso?
Che importanza avevano, in fondo, queste domande?
No…nulla aveva importanza adesso…solo il suo mondo e la sua fantasia…
E ciò che aspettava in essa…
Ciò che fra poco avrebbe da essa conosciuto…come mai…prima di allora.
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