tra le basse frequenze della comunicazione quotidiana... di Pancrazio Auteri Atelier...

venerdì 28 dicembre 2007

life of pi...

" La morte di un romanzo è l'incubo di tutti gli aspirati scrittori. L'argomento è buono, e anche lo stile. I personaggi sono così pieni di vita da pretendere il certificato di nascita. La trama è semplice ma avvincente, diremmo grandiosa. Hai fatto le tue ricerche, hai raccolto le informazioni di carattere storico, sociale, climatico e culinario che conferiranno alla vicenda un tocco di autenticità. I dialoghi scorrono veloci, pulsano di tensione. Le descrizioni scoppiano di colori, contrasti e dettagli espressivi. Davvero, la storia è fantastica. Ma non va da nessuna parte. Nonostante le brillanti premesse, arriva il momento in cui capisci che la vocina che si è insinuata in un angolo della tua mente, quella che da mesi ti tormenta senza concederti tregua, dice la nuda, terribile verità: non funziona. Al tuo romanzo manca qualcosa, una scintilla di vita. Chi se ne frega dei dettagli storici e culinari se la storia è emotivamente morta. La scoperta è devastante, ve l'assicuro. E lascia con una fame quasi dolorosa. "

Yann Martel

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