E LA RIVEDO per caso... all'improvviso, nell' indistinta semioscurità del primo crepuscolo... nella mia disattenzione apparente sulle cose... quando a caccia di idee e spunti entro nella comunicazione del mondo che è fuori dal mondo... tra quella moltitudine di segni e segnali, di voci e rumori e suoni da mercato dei fiori... lì...sul lato opposto della piazza dove ora lei sta ferma... di fronte ad una bancarella... alle luci delle candele... assorta nei suoi pensieri. Sono dubbioso perchè i suoi abiti sono mutati, lei è mutata... per questo sul momento mi volto, poi riprendo incerto a camminare... ma dopo ancora, mi fermo di nuovo... si... è proprio lei... la ragazza del treno... che ora rivedo mentre sembra
aspettare qualcosa...qualcuno... tra i suoi penseri e il suo tempo... nella profumata e umida sera appena annunciata dal volo basso dei fenicotteri: silenziosa e immobile come la viaggiatrice con cui ho condiviso la linea del mio improbabile confine... fra ciò che so e ciò che ancora non immagino nemmeno nel mutare avvolgente di questo mio viaggio. Chi è...che pensa...dove va...da dove viene...con chi sarà...con chi è stata? Domande...domande...domande...quando nelle prime gocce di rugiada lei si dissolve. Allora... capisco... senza intenzione capisco che quello è il primo aspetto di una comunicazione che sa di fantasia... tra interrogativi e volute menzogne... in quelle gocce che sempre ci legano a ciò che non sappiamo ancora di noi stessi...come in un compleanno fatto di domande sui nostri anni... che non servono a rispondere o a concludere, a capire, ma che sono invece l'inizio di una profonda notte...di una ricerca di lei... che per questo... chiamerò solo Rugiada...
aspettare qualcosa...qualcuno... tra i suoi penseri e il suo tempo... nella profumata e umida sera appena annunciata dal volo basso dei fenicotteri: silenziosa e immobile come la viaggiatrice con cui ho condiviso la linea del mio improbabile confine... fra ciò che so e ciò che ancora non immagino nemmeno nel mutare avvolgente di questo mio viaggio. Chi è...che pensa...dove va...da dove viene...con chi sarà...con chi è stata? Domande...domande...domande...quando nelle prime gocce di rugiada lei si dissolve. Allora... capisco... senza intenzione capisco che quello è il primo aspetto di una comunicazione che sa di fantasia... tra interrogativi e volute menzogne... in quelle gocce che sempre ci legano a ciò che non sappiamo ancora di noi stessi...come in un compleanno fatto di domande sui nostri anni... che non servono a rispondere o a concludere, a capire, ma che sono invece l'inizio di una profonda notte...di una ricerca di lei... che per questo... chiamerò solo Rugiada...
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